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Posto che non credo di aver capito granché della vita, devo fare i conti con la mia condizione di prete che, dicunt, mi imporrebbe d’esser uno che fa prediche.
Non cederò, alla fine neppure Gesù ne fece, ma gli piaceva da matti raccontare storie, meglio ancora quando sapevan di vero. Per questo più che predicare, racconterò.

C’era una volta una giovane, bella e forte, degli uomini e una montagna nuda. Lei Tamara, loro Simone, Alex e Ali, l’altra Nanga Parbat. Febbraio 2016.
A 6700 metri Tamara era in tenda…“immobile tra le montagne illuminate dalla luna, un paesaggio così non l’aveva mai visto. Comunque sarebbe andata, in quell’istante, quello era il suo posto nel mondo”.
Fu il momento della vetta (8126 slm). Un freddo impossibile spalancava lo scenario alla zona della morte, quella in cui i corpi iniziano il conto alla rovescia. 70 metri alla vetta, il vento uno sciame di proiettili, gli altri ormai avanti. Simone le fece forza, ma in un istante sparì dietro una roccia. Tamara fu sola e in preghiera. Gesù per lei c’era sempre stato, ma lì fu muto…d’un tratto, dal fondo, una voce: “se arrivi in cima, non torni più a casa”, lei rispose “va bene”. Il più grande alpinista, dicunt, è quello che sopravvive al suo orgoglio.

C’era una volta un giovane, aveva incontrato l’amore della sua vita. Lui Pasquale, lei Margherita. Ottobre 1957.
Erano cresciuti su un’isola impossibile, da sempre su un trascurabile fazzoletto di roccia, non si erano mai amati. Quando vanno a cambiare idea? Lui stava per partire per il nuovo mondo, per le terre d’argento, trascinato da amici entusiasti e promesse di luce. Lei disse: ti aspetto, lui rispose: non serve, non parto, ti sposo. In un mondo di cuochi stellati, lui fu sarto felice di provincia.
Ci vuole coraggio a scegliersi e a lasciarsi.

Non so quale sia il gusto della vita, ma credo abbia a che fare con la capacità di sapersi mettere a tavola e rialzarsi, con il senso della misura e dei tempi, con il coraggio e la paura, con l’impeto e la pazienza, con il perdersi e il ritrovarsi…con la voce di Gesù che racconta e tu che ascolti.
Don Aniello Giovanni D'Alessio
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